
Caso studio
Quando la competenza si unisce alla tecnologia
Testo per gentile concessione di E. Oldrati/Deformazione
Portoni, cancelli, porte, chiusure di ogni tipo, ma sempre affidabili, robuste e innovative: è il catalogo di Gazzini, un’azienda artigiana trentina evoluta e responsabile che, da qualche anno, ha iniziato anche un processo di rinnovamento tecnologico con l’introduzione di una pressa piegatrice Salvagnini.
Quando la competenza si unisce alla tecnologia
Highlights
- Gazzini
Gazzini è un’azienda familiare con sede a Mori, in Trentino, attiva da oltre quarant’anni nei sistemi di chiusura e nella carpenteria metallica per ambienti civili e industriali. Produce portoni in acciaio, vetro e legno, recinzioni, parapetti, cancelli manuali e motorizzati, porte e infissi. - La sfida
La produzione Gazzini è su misura e fortemente personalizzata, con linee di prodotto definite ma manufatti sempre diversi. L’azienda doveva sostituire lavorazioni manuali e tecnologie non più adeguate, sostenere il passaggio dal disegno 2D alla progettazione 3D e garantire precisione, ripetibilità, tolleranze ed estetica. - La soluzione
Gazzini ha introdotto pressa piegatrice B3 Salvagnini, con 170 tonnellate di forza, 4250 mm di lunghezza di piega e registro posteriore a 7 assi ad alta rigidità. S-CROWNING compensa automaticamente le deviazioni, mentre FACE, STREAMFORMER e PRESSTUDIO supportano la programmazione dall’ufficio tecnico e a bordo macchina. - I risultati
La pressa piegatrice B3 assicura angoli costanti su profili lunghi fino a 4 metri, riducendo errori critici e azzerando scarti e correzioni. La piega-schiaccia, utilizzata per circa il 90% dei profili di tamponamento, irrobustisce i componenti, elimina bordi taglienti e migliora l’estetica.















